Cosa c’è sulla mia testa? Il Turbante

Foto di Silvia Cabella
Non mi ero mai posta il problema dell’importanza dei miei capelli o del turbante finchè un giorno, alla fine di una delle prime lezioni di Yoga Kundalini mi è scoppiato un mal di testa che è durato fino alla lezione successiva.
La mia insegnante non usava un turbante vero e proprio ma aveva sempre delle bellissime fasce colorate a proteggere i suoi capelli a cui io non avevo mai dato tanta attenzione fino a quel momento.
Alla mia osservazione sul forte mal di testa chiedendomi se fosse normale, lei colse la palla al balzo per raccontarci e spiegarci l’importanza di coprire la testa.
Non so se la mia fosse suggestione o meno ma sta di fatto che da quel momento, ho sempre coperto il mio capo ed i miei capelli con turbanti colorati ad ogni lezione e puff…mai più nessun mal di testa!
Quando intreccio i capelli nel tessuto, sento un senso di protezione e mi sento a casa ed è una sensazione che spesso ricerco anche durante le mie giornate, non necessariamente nel tempo circoscritto della lezione, per questo capita spesso che mi possiate incrociare con bel copricapo sulla testa.
L’uso del turbante ha un’origine antichissima! 
Lo possiamo trovare in moltissime religioni e tradizioni.
Nell’antico Egitto il turbante era indossato come un ornamento per la testa. Essi toglievano il turbante nel momento del cordoglio, un uso che prevaleva in Punjab fino alla fine del secolo scorso.
Turbanti di varie forme sono stati anche indossati dagli antichi Cinesi, Giapponesi, Ebrei e da alcune popolazioni latino-americane. Nella stessa Bibbia è possibile trovare numerosi spunti relativi all’uso del turbante che lo vede legato a varie simbologie:
Profezia e santità: uno dei comandamenti di Dio a Mosè era di indossare un turbante come simbolo di profezia, santità e potere divino.
Devozione a Dio: il turbante era una parte essenziale della consacrazione degli uomini con scopi missionari. Il processo di consacrazione includeva il versare dell’olio e fissare alcuni segni di devozione nel turbante. Il Vecchio Testamento fornisce la prova di questa affermazione, “...gli porrai sul capo il turbante e fisserai il diadema sacro sopra il turbante. Poi prenderai l’olio dell’unzione, lo verserai sul suo capo e lo ungerai.” Esodo 29/6-7
Regalità: il turbante è stato un oggetto di regalità ed è stato usato al posto della corona.
Coraggio stoico: storicamente, i coraggiosi ed i santi si supponeva non piangessero e non fossero tristi nei momenti di lutto e questo era mostrato simbolicamente tenendo i loro turbanti sulla testa.
 – Dignità e rispetto di sé: il turbante è sempre stato simbolo di dignità, rispetto di sé ed autorità. Un’imperfezione sul turbante significava una macchia nel carattere di ognuno. Similmente, un insulto al turbante significava un intollerabile insulto alla personalità di ognuno.
Giustizia e carità: nel Vecchio Testamento è raccontata la vita di Giobbe, che guarda indietro nella sua vita e ricorda tutte le buone azioni che ha compiuto durante i suoi giorni di prosperità. Egli identifica il turbante con l’adesione a dei principi morali e lo usa come metafora di giustizia e carità.
Purezza: nel passato i vestiti sporchi erano il segno di schiavitù ed umiliazione, togliere le vesti immonde e vestirsi a festa con sul capo un turbante pulito era sinonimo di purificazione dal peccato.
Quando si legano i capelli e si arrotola un turbante intorno e sulla testa, viene esercitata una pressione su tutte le parti del cranio che così vengono anche sostenute. Si sperimenta la chiarezza e l’essere pronti ad affrontare le sfide della giornata, si è pronti ad accettare tutto ciò che Dio (la Vita, il Guru) ha in serbo per noi. Allo stesso tempo, coprire la testa simboleggia la consapevolezza dell’esistenza di qualcosa più grande di noi.
La volontà di sottostare a questa grandezza di Dio è espressa dal tenere coperta la parte più alta e visibile del nostro corpo, come dichiarazione di umiltà e di resa nei Suoi confronti – questa è la ragione per cui, anche se non si indossa un turbante, viene chiesto di coprire il capo prima di entrare in molti templi di diverse tradizioni.

“Durante la Sadhana, assicuratevi di coprire sempre la testa con una stoffa naturale come il cotone e tenete i capelli raccolti. Questo permetterà all’energia di scendere dal settimo chakra senza disperdersi.” Yogi Bhajan

Insomma… le motivazioni sono molteplici e in certi casi anche molto diverse. Sta a noi sperimentare la sensazione di pace e tranquillità che ci dona indossare un tessuto sulla testa.
Fatemi sapere se anche voi avete provato e quali sensazioni vi ha stimolato!

Un abbraccio colorato!
Ci vediamo sul tappetino.
Sat Nam-astè
A.M.A.

Fonte: Il turbante

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