Il viaggio… un cammino verso sè stessi?

Buongiorno Anime Viaggiatrici!!!
Sono rientrata pochi giorni fa da un bel viaggio in Spagna e voglio concedermi qualche parola per descrivere questa magica avventura!

Questo 2017 per me è iniziato viaggiando, ho preso il primo aereo dell\’anno proprio il 1 Gennaio di rientro dal capodanno a Torino e non posso negare che da allora non mi sia fermata un attimo.
Agosto sarà l\’unico mese in cui non timbrerò il cartellino dell\’aeroporto e allora ne approfitto per raccontare un po\’ la mia esperienza di viaggiatrice dell\’Anima.

Generalmente viaggio per studiare, per corsi, per approfondire la mia formazione, per aggiungere tasselli al mio bagaglio di strumenti ma quest\’anno non sono mancati i viaggi di crescita personale e pura avventura!

L\’avventura più grande? La SPAGNA, un viaggio on the road iniziato da Roma e proseguito prima nella costa francese, con tappa a Marsiglia e successivamente nelle città spagnole di Barcellona, Valencia, Granada, Siviglia e Madrid!

Sei città, sei tappe, sei energie differenti e consapevolezze diverse, un viaggio graduale che mi ha accompagnata dolcemente alla scoperta di me stessa.

Sono partita con il cuore pesante, perchè questo 2017 mi ha travolta come una tempesta, spogliandomi di tutte le mie certezze, imponendomi un cambiamento radicale, assolutamente ricercato e voluto in TUTTE le stanze della mia vita: Lavoro, Relazioni, Autostima e Salute, non posso negare che sia stato un viaggio malinconico, riflessivo ma anche molto ricco di incontri, di avventura e leggerezza.

Partiamo dal principio:

ROMA: una esplorazione del CORPO.



Il viaggio è iniziato da qui, dopo due giorni di formazione per diventare insegnante certificata di Yoga Kundalini, mi sono soffermata un giorno in più per poter ammirare le meraviglie che questa città offre e per godere a pieno della mostra dell\’artista Fernando Botero. La sua dedizione alla rotondità, il suo stile unico e riconoscibile in tutto il mondo mi hanno accompagnata durante il viaggio. E\’ stato per me un osservare il corpo, il mio corpo e riflettere su quanto amore o poco amore dedichiamo all\’involucro che ci permette di vivere questa esperienza terrena.

Vi siete mai soffermati a osservare le vostre curve, le vostre rughe, le vostre cicatrici?
Il mio rapporto con il corpo è stato sempre molto conflittuale, amore e odio, un eterno yo-yo che oscilla tra magro e grasso e mi sono fermata ad osservare come un artista come Botero abbia fatto delle rotondità la sua forza.
Ho osservato me stessa e come il mio corpo costantemente mi parli, mi ricordi quando una situazione mi stia stretta, sia tossica, perchè si gonfia come un pallocino e quando invece quello che mi circonda mi sia adatto e congeniale.
Osservare il mio corpo, amarne ogni singola smagliatura, cicatrice, fossetta, cellulite, mi ha fatto prendere coscienza della bellezza che si nasconde dietro all\’involucro e come a volte tendiamo a nascondere la nostra unicità cercando di uniformarci ad una massa, ad un modello che la società ci propone e ci impone, per poterci sentire accettati.

MARSIGLIA: il grande potere del PERDONO, del ritrovarsi.

In questa tappa ho compreso profondamente il significato del perdono, dell\’attesa e del credere nei cambiamenti.
Sono andata a trovare mia cugina, ho fatto tappa a casa sua, dopo 3 anni di silenzi, dopo 3 anni di totale assenza nella vita l\’una dell\’altra, in cui abbiamo percorso le nostre strade separate, in autonomia.
Ho compreso il verso senso del \”Lasciare andare\” del \”Lasciare che sia\” perchè se due anime sono destinate a trovarsi, può passare un tempo infinito ma troveranno la strada, se ti affidi all\’universo, per ricominciare a camminare insieme.
Ho ritrovato una compagna, un\’amica, una cugina con cui ho condiviso momenti profondi, di consapevolezza estrema e grasse grassissime risate!Uno scambio profondo, di leggerezza e di pura gioia.
Una finestra sulle relazioni, sul coraggio di viverle, sul coraggio di venirsi incontro nonostante le difficoltà, sul coraggio di mettersi in gioco nei momenti di crisi, sul coraggio di ascoltarsi, individualmente e relazionalmente, perchè ci si è scelti.
A Marsiglia ho compreso la bellezza di essere in due, quando entrambi lo desiderano e per questo non posso che ringraziare mia cugina ed il suo ragazzo che mi hanno mostrato come si possa trovare un compromesso quando davvero c\’è l\’Amore.
Ho riso un sacco vedendo come un\’italiana ed un francese abbiano scelto lo spagnolo per comunicare, come a ricercare un terreno neutro in cui ognuno si impegna personalmente per trovare il giusto equilibrio.
Ho osservato il mio desiderio di crescita in coppia e come l\’attaccamento a questo desiderio mi abbia portato invece ad allontanare chi ho incrociato sulla mia strada perchè si sà, quando vogliamo troppo una cosa, finiamo per rovinarla.

La provenza con i canti delle cicale ed il profumo di lavanda, mi hanno accompagnata nell\’esplorazione di una me bambina con gli occhi pieni di infiniti panorami e distese di acqua blu ed uno stupore sempre presente!

BARCELLONA: Il significato dell\’AMICIZIA!

Anche in questa tappa sono stata ospite da mio cugino, o meglio dalla sua fantastica ragazza, che mi ha messo a disposizione la sua casa per poter esplorare la città in tutta calma e tranquillità.
Barcellona è una città stupenda! Oltre alle sue incredibili opere d\’arte a cielo aperto è una città giovane, che offre attività diverse e variegate, oltre che dell\’ottimo cibo vegetariano!
In questa tappa mi sono soffermata ad osservare il senso profondo di amicizia, di ospitalità che gli spagnoli hanno. Mio cugino e la sua ragazza mi hanno coinvolta con loro, sono stata travolta dal calore dei loro amici, dalla curiosità di conoscere un\’italiana e la sua storia.
Mi son sentita a casa, nonostante il mio terrore della lingua, visto e considerato che lo spagnolo non l\’ho mai studiato e in inglese non son proprio ferrata, mi son sentita accolta, coccolata e assolutamente a mio agio, come se fossi stata con loro da sempre.
A Barcellona ho iniziato ad assaporare il gusto delle mie paure, cercando di affrontarle con coraggio e determinazione.
Son salita per la prima volta su una teleferica e se penso a qualche anno fa, in cui anche un semplice ascensore mi scatenava il panico, ho preso atto del mio cambiamento e di quanto sia diversa da allora.
Ho iniziato a macinare km perdendomi e vagando senza meta con il puro gusto di osservare quanto mi circondava e ho accolto nel mio cuore ogni singolo sorriso e abbraccio delle persone che ho incontrato.

 VALENCIA: L\’Ombra che si fa presente!

Prima tappa in totale solitudine e puntuali come un orologio svizzero tutte le parti più oscure hanno bussato alla mia porta!
Valencia è stata la città più difficile di tutto il viaggio, son arrivata in ostello e mi sono scontrata con tutte le mie aspettative, con tutte le mie credenze, con tutto ciò che mi ero costruita nel mio mondo fatato per scontrarmi con la dura realtà.
Primo scoglio? La lingua. Negli ostelli non si parla la lingua locale ma inglese, ovviamente no?
No, non era ovvio per me. Seduta al tavolo per condividere la cena offerta dall\’ostello mi sono ritrovata in un vortice di lingua inglese, mille mila accenti differenti di persone che arrivavano da tutto il mondo (Canada, Australia, California, Svizzera, Inghilterra, Irlanda) e non comprendere una beata fava, nonostante l\’inglese lo avessi studiato un po\’… Ho visto come NESSUNO ha cercato di interagire con me e mi sono scontrata con la mia bambina interiore, la solitudine nello sguardo, il rifiuto, l\’incomprensione hanno bussato alla mia porta e mi hanno chiesto di essere guardati, ascoltati, abbracciati e accolti.
Infinite lacrime mi hanno travolta e solo la solitudine, la mia fedele compagna di una vita, ha saputo asciugare le mie lacrime. Ho ripreso il peso del mio bagaglio di ragazzina solitaria che rifiuta il mondo circostante per la paura di essere rifiutata a sua volta, abbandonata e lasciata sola.
Ho ripreso quel bagaglio e ho iniziato ad osservare cosa avesse al suo interno per i giorni seguenti.
L\’incontro con un uomo, un Angelo per me, comparso dal nulla solo per dirmi le paroline magiche che mi hanno riportata al mio stato regale di Dea: \” Tu sei una splendida persona, ti ho vista ieri sera nella tua solitudine, ricordati ciò che sei\” (ovviamente in inglese ma questa volta il mio cervello ha deciso di collaborare per comprenderlo) mi hanno aiutato a svuotare quel bagaglio di tutte quelle insicurezze che mi hanno sempre caricata e mi hanno spinta ad affrontare quella città che mi sembrava così ostile. L\’incontro con Janet, una bellissima ragazza Californiana, che ha accolto il mio desiderio di comunicare e si è sforzata a trovare una soluzione insieme a me per accorciare le distanze linguistiche, tutto questo mi ha portata ad osservare una realtà differente.
A Valencia ho iniziato a chiedermi per chi stessi facendo questo viaggio, per chi stessi cercando di superare le mie paure, per chi stessi cercando di trasformare me stessa in un qualcosa che non sono.
Ed è stato tutto chiaro…
Son partita per la Spagna perchè sentivo forte, nel cuore, che dovevo fare un viaggio in questa terra, ma all\’inizio l\’ho affrontato con lo spirito di rivalsa, per dimostrare di essere all\’ altezza di chi in questo periodo precedente al viaggio riempiva la mia vita, inconsciamente ovvio, ma mi son resa conto che un motivo del viaggio è stato proprio questo.
Sull\’alto di una torre, osservando l\’infinità davanti a me, ho sentito la forte spinta a lasciarmi cadere giù, arrendermi a quell\’ EGO che tutto vuole controllare, che tutto vuole gestire e dimostrare. Ho vissuto visceralmente la lotta interiore tra buio e luce, tra vita e morte, tra amore e odio, lottando con una me che non sa come prendersi cura della sua bambina ferita e che continua a prendere il sopravvento cercando di dimostrare di essere all\’altezza dell\’Amore ed elemosinandolo.
Ho pianto, ho gridato, ho singhiozzato quella rabbia, quel rifiuto, quell\’amore non corrisposto, specchiandomi negli occhi di quella bambina e sono scesa da quella torre, con le mie gambe, il desiderio di un gelato, di una passeggiata in bicicletta e la consapevolezza che IO SONO QUELL\’AMORE.
Ho capito che questo viaggio non l\’ho fatto con lo scopo di fare amicizia e di essere festaiola, ho capito che questo viaggio non è stato per dimostrare di meritare l\’amore di nessuno fuori di me, ho capito che questo viaggio era il MIO viaggio, solo ed esclusivamente il MIO e che potevo gestirmi tutto come meglio desideravo perchè ovviamene sono io la protagonista della mia vita e nessun\’altra cosa all\’infuori di me lo è.
Ho preso la mia bella bicicletta blu e ho pedalato lungo tutto il giardino che percorre la città e ho goduto di ogni singola foglia presente.
Ho svuotato quel bagaglio e l\’ho lasciato a Valencia per proseguire il percorso con più leggerezza e spensieratezza, ma sopratutto un nuovo amore, il mio.

GRANADA: Una splendida MAGIA!!!

Quando arrivi a Granada ti senti avvolto da una magia fuori dagli schemi.
E\’ una piccola cittadina dal centro storico arabeggiante, camminare nei vicoli di Granada vecchia mi ha riportato un po\’ in Tunisia.
Quello che mi ha colpito di più è il contrasto del bianco del paese e gli incredibili colori dei negozi, il profumo del te e dell\’incenso che ti avvolge per strada e l\’incredibile clima familiare e casereccio che ho vissuto in ostello.
Mi son sentita accolta da una città straniera che mi è venuta incontro in tutto e per tutto, mi sono sentita Anna, come da tempo non mi sentivo e ho finalmente iniziato a guardare tutto con nuovi occhi.
E poi l\’Alhambra con la sua imponenza e le sue infinite decorazioni e cura dei minimi dettagli, mi ha fatto sentire un tutt\’uno con DIO!
A Granada ho incontrato tanti italiani ma in particolare ho nel cuore Emilia che mi ha fatto compagnia ad un\’incredibile spettacolo di Flamenco e Matteo che mi ha fatta sognare un po\’ con le vibrazioni della sua chitarra ed i racconti di vita.
Ho avuto incontri ravvicinati con i topi spagnoli e ho goduto del mondo con lo stupore negli occhi come una bambina!
Mi sono persa nel bosco dell\’Alhambra inseguendo con lo sguardo uno scoiattolo e mi sono incantata guardando tra le foglie delle ninfee le rane che le abitavano.
Ho ritrovato una me stessa nuova, fatta di stupore e magia, di avventure bizzarre e sangria!
Granada ti conquista e te ne innamori, ed io ho accettato che adoro innamorarmi ed essere innamorata.


SIVIGLIA: Ben tornata LEGGEREZZA!!!

Cambia la tua luce e illuminerai il mondo!
Son arrivata a Siviglia in tarda serata e nel ristorante ho subito fatto conquiste!
Il cameriere dopo avermi suggerito qualche luogo da visitare mi ha lasciato il suo numero di telefono nello scontrino, come nei film!
Dopo un concertino di un quintetto di fiati e un pittoresco addio al nubilato con banda al seguito ho seguito il consiglio del mio nuovo amico Jose e mi son avventurata nella riva del fiume sul ponte di Triana! Il clima festaiolo di Siviglia mi ha riportato alle sagre della mia isola! Un\’ incantevole passeggiata tra le locande che vendevano pesce e carne arrosto di ogni genere e quasi nulla per gli erbivori come me ma che nonostante tutto mi hanno fatto vivere il clima di leggerezza e fanciullezza come non mi capitava da tanto.
Ho passato la serata in un locale di flamenco bevendo birra, ballando e ridendo con un motociclista sloveno dal nome pittoresco: Drago, che per autocelebrarsi si è tatuato un dragone sul braccio destro, una serata incantevole, destreggiandomi tra l\’inglese e lo spagnolo ed eliminando tutte le barriere che la mia testa fino a quel momento del viaggio si era costruita!
Ho goduto di Siviglia in ogni suo aspetto, notturno e diurno e son tornata al ristorante di Jose per ringraziarlo del suo suggerimento!
Tra tutte le città che ho visitato, Siviglia è quella che mi ha colpita di più per il suo tangibile desiderio di rinascita, per la sua storia incredibile e per l\’innumerevole quantità di decorazioni presente in ogni angolo.
La piazza di Spagna che ti accoglie una volta entrati nei giardini di Maria Luisa è un qualcosa da togliere il fiato e la ricchezza degli stucchi, dei gessi e delle ceramiche presenti nell\’ Alcazar sono qualcosa che ti colmano il cuore di ogni ben di Dio!
Siviglia è stata come una mamma, un amore incondizionato ed una coccola per la mia anima stanca da questo viaggio.
Ho sentito la rinascita in me, proprio come la rinascita che è avvenuta in questa città dopo il declino del XVIII secolo.
L\’ho vissuta come una benedizione, come un \”bentornata a casa\” perchè ho ritrovato un po\’ il centro nel mio cuore, un invito a non arrendemi, a perseverare in questo cambiamento così drastico e così difficile della mia vita. Un invito a continuare a sperare, a desiderare che tutto andrà bene ed esattamente come deve andare.


MADRID: Me encanta Madrid!!!

Sono stata a Madrid qualche anno fa e per questo motivo ho deciso di dedicare a questa città meno tempo e meno giorni. Mi ha ospitata una dolcissima amica spagnola conosciuta in Sardegna lo scorso anno e sono stata incantata nel vedere la sua ospitalità!
Con Madrid è stato amore a prima vista da subito, le sue infinite distese di verde mi hanno sempre affascinata moltissimo e anche questa volta il mio cuore ha battuto fortissimo nel passeggiare tra i suoi infiniti parchi.
E\’ stata la conclusione di un cammino in una coccola!
Soffermarsi nei sospiri della natura, osservare le differenti sfaccettature di una città immensa che racchiude in se infinite possibilità è stato per me come arrivare ad un punto, superata la tempesta, in cui sono io a prendere le redini del mio destino e poter scegliere, ora, da che parte andare.

Ritorno a casa con il cuore più leggero, con una nuova energia, con la consapevolezza di un amore immenso, verso me stessa, verso il desiderio di cambiare tutto ciò che ho avuto fino ad oggi ma che da ora non mi appartiene più.
Lascio in Spagna i pesi di schemi e dinamiche insane che mi porto dietro da una vita e torno con il coraggio di scegliere come migliorare il mio percorso.
E se vi state domandando se tutto questo crescere avrei potuto acquisirlo anche qui, nelle mura di casa mia, nella mia piccola città, la risposta è sicuramente si ma probabilmente ci avrei messo molto più tempo ad afferrare queste consapevolezze.

Scontrasi con città che non sono tue, lingue che non sono tue, la solitudine in mezzo alla gente senza che nessuno possa accorgersi di te perchè sei semplicemente una fra i tanti, ti porta necessariamente a trovare le tue risorse interiori per poter fronteggiare il momento di \”crisi\” ed uscirne vincitore!

In questo momento globale che ci sta investendo di nuova energia e che ci sta spingendo sempre di più a prenderci la responsabilità del nostro percorso e della nostra vita, abbiamo due possibilità:
– Seguire il flusso del cambiamento e adattarci al nuovo;
– Continuare a lamentarci e restare ancorati al vecchio lottando contro i mulini a vento.

Tu cosa scegli?

Salpiamo l\’ancora e avventuriamoci alla scoperta di nuove terre! Viaggia costantemente e scontrati con il mondo!!!

Infinitamente vostra!
A. M. A.

2 pensieri riguardo “Il viaggio… un cammino verso sè stessi?

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